INCHIESTA del Centro Studi Futura “COME SONO CAMBIATE LE PRIORITA’ A SEGUITO DELLA PANDEMIA”

Come abbiamo precedentemente annunciato, il nostro Ente – Centro Studi Futura – si è impegnato, anche con l’ausilio degli operatori volontari, nella realizzazione della ricerca sociale, che ha avuto come oggetto il cambiamento delle priorità di vita a seguito della pandemia. L’inchiesta è stata realizzata in tutto il territorio nazionale, sia nelle grandi città, come Napoli, Bari, Roma, Torino ed in altri piccoli centri.

Siamo giunti al termine dell’inchiesta sociale, la quale ha avuto come focus gli effetti che la pandemia ha innestato sulle persone in relazione al cambiamento delle priorità di vita. Dai risultati ottenuti possiamo evidenziare come la popolazione è divisa a metà: da una parte vi sono coloro che hanno subito personalmente gli effetti drammatici del virus, quindi ad esempio chi ha contratto il virus in prima persona o chi ha avuto accanto familiari o amici che lo hanno contratto; dall’altra vi è chi invece è stato spettatore di quanto stava e sta tutt’oggi accadendo nella nostra nazione e nel resto del mondo.

Dall’inchiesta svolta è emerso dunque che da un lato vi sono state persone le quali hanno cambiato e riorganizzato la propria vita – e con essa anche i valori e le priorità annesse – mentre, dall’altro lato, ci sono state persone che hanno lasciato tutto invariato, facendo scorrere soltanto il tempo e aspettando che questo brutto momento, fatto di limitazioni ed incertezza, passasse il più presto possibile.

La pandemia che ci ha reso protagonisti dai primissimi mesi del 2020, è stata definita da molti intervistati come l’evento più grave avvenuto dal dopoguerra. Questo periodo viene costantemente vissuto con la paura, l’incertezza, il dubbio che tutto possa cambiare e peggiorare nell’arco di pochissimo tempo, cosa che accadeva già prima dell’avvento della pandemia, ma che oggi ancora di più appare probabile, dato il senso di incertezza che ci permane e che non ci permette di guardare con positività e ottimismo il futuro che ci attende.

La ricerca ci ha dato la possibilità di osservare che, ciò che prima le persone davano per scontato, ciò che prima le persone mettevano al secondo posto sulla scala personale dei propri valori, ad oggi ha subito un profondo mutamento. Tutto questo perché il lockdown ha dato la possibilità agli individui di rivalutare la propria esistenza, le proprie scelte di vita e, appunto, le proprie priorità.

La famiglia, valore ineguagliabile e prezioso, si è posizionato senza alcun dubbio al primo posto. Con i ritmi rallentati e in assenza di altre frenesie lavorative, si è riscoperto e dato il giusto valore alla famiglia, sia per coloro che hanno dovuto vivere lontano dai propri cari – come il caso degli anziani o di chi lavora e studia fuori –, sia anche per coloro che hanno vissuto la quarantena con il proprio nucleo famigliare riscoprendo il piacere di vivere con i propri cari.

Prima del lockdown il lavoro era al vertice delle priorità di molte persone: era opinione diffusa credere che con un buon posto di lavoro e con una disponibilità economica maggiore, si potesse avere e comprare ciò che più si desiderava. Ma se questo evento ha insegnato veramente qualcosa alle persone, di sicuro è parso finalmente chiaro a tutti che non occorrono i soldi o una buona posizione lavorativa per godere degli affetti, delle relazioni interpersonali, della propria famiglia e soprattutto della salute e del benessere di questi ultimi. Il materialismo è passato subito in secondo piano, non ricoprendo più il fulcro centra della vita delle persone, ma un ruolo più marginale.

Ovviamente anche il lavoro è posto al vertice delle priorità, dopo la famiglia riveste un ruolo essenziale. Le persone intervistate mostrano una forte apprensione per il lavoro, considerate le serie difficoltà economiche in cui oggi ci troviamo. Molti hanno perso la propria occupazione, e chi era in cerca di un impiego non ha avuto molte possibilità di trovarlo. Sicuramente il lavoro sta subendo una profonda rivoluzione, il lavoro smart, il remoteworking e l’home working prenderanno sempre più il posto al lavoro tradizionale che finora siamo stati abituati a vivere. Le persone sono spaventate anche per questo cambiamento radicale, perché di fronte alla carenza di lavoro l’approccio ad un nuovo mondo lavorativo mette in seria crisi gli individui che sono stati abituate a svolgere le proprie mansioni in collaborazione con i colleghi, e vivendo appieno i luoghi lavorativi.

Dopo la famiglia e il lavoro è emersa anche l’importanza che ricoprono gli hobby, le passioni e il passatempo in generale. Molti hanno avuto l’opportunità di coltivare ed approfondire passioni che la vita frenetica non gli aveva permesso di fare. Tra questi, la cucina, il giardinaggio, la letteratura e la musica sono stati i protagonisti indiscussi della quarantena che abbiamo vissuto, e sono stati anche utili per distrarsi e per spostare l’attenzione su qualcosa di più leggero, visto il periodo psicologicamente pesante che si è vissuto e che ancora stiamo vivendo. In conclusione, la famiglia insieme alle relazioni interpersonali sono il perno su cui si fonda la vita di ognuno di noi, seguite dal lavoro e dagli hobby che rimangono elementi prioritari per vivere una vita felice, appagata e serena.

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