Lamezia Terme (CZ): Ispezione e analisi questionari – Centro Studi Futura, progetto Franco Basaglia

Ispezione e analisi questionari realizzati dai volontari del Centro Studi Futura

Noi volontari del Servizio Civile Universale di Centro Studi Futura progetto Franco Basaglia, abbiamo scelto di analizzare la mancanza e la scarsità del lavoro in Calabria. Perché proprio questa tematica?
Poiché tra le varie videochiamate che abbiamo fatto insieme, è emerso come un problema che ci accomuna un po’ tutti sia la mancanza di lavoro. Ognuno di noi ha qualche cugino, amico, che è stato costretto ad andarsene. Ci siamo resi conto come il lavoro sia diventato un problema serio per la nostra generazione. Siamo ragazzi sotto i 30 anni, viviamo in una realtà in cui ci conosciamo quasi tutti, e ci siamo resi conto che siamo sempre meno quelli che “RIMANGONO”.
Ci vuole coraggio ad andarsene ma anche a restare. Restare in una Calabria bella da morire, che ha uno dei mari più belli d’Italia, mare e montagna, piena di storia, terra dei greci, di Pitagora, ma che non riesce a tenersi stretti i propri figli. E allora assistiamo ad un’emigrazione costante, che fa paura! Parliamoci chiaro: chi è disposto a lasciare la propria terra, famiglia, amici per andarsene via? Diciamo nessuno! La maggior parte si trova costretto a farlo con la speranza e la voglia di tornare. In Calabria è emerso che molti giovani raggiungono un livello culturale anche elevato, ci sono università che offrono una scelta variopinta di corsi di studio. Ma dopo? Se vuoi lavorare in base al percorso di studi molte volte devi andar via.
La crisi economica è un fenomeno presente ovunque, lo sappiamo ma il lavoro in Calabria manca tanto. Si parla di una disoccupazione giovanile costante pari al 50%.
Abbiamo somministrato il questionario ad una fascia d’età che va dai 20 ai 35 anni, ed è emerso come la maggior parte di questi giovani non fa il lavoro che vorrebbe, per cui si è formato e specializzato.
Assistenti sociali, educatori, laureati in legge, agronomi, ragionieri, e ancora laureati in scienze politiche e scienze dell’amministrazione, geometri. Per esempio, un giovane educatore, ha dichiarato come tale figura professionale a Milano sia addirittura presente nelle scuole, in Calabria no!
Allora c’è chi va, va via. Ma chi resta? Possiamo notare come in un rapporto che va da 1 fino a 100 l’occupazione più alta la troviamo nel campo della ristorazione come camerieri, paninoteche, panifici, pizzerie: è il lavoro che si trova di più. Fin qui nulla di male se non per il fatto che questo settore sia problematico per alcuni aspetti. Per esempio, molti dichiarano di non avere certezze. Hanno contratti a tempo determinato, che può essere anche di 3 mesi o 6. Altri dichiarano di aver contratti con impiego stagionale. La maggior parte sottolinea come sia un lavoro sottopagato. Pochi i giovani che riescono ad entrare nel pubblico. Altri giovani trovano lavoro nel settore del commercio. In questo settore il lavoro più presente si ha nei negozi di abbigliamento.
Pare da questa ricerca come la mancanza di lavoro coinvolga i giovani indifferentemente dell’età. La nostra ricerca ha voluto EVIDENZIARE come per un ragazzo di 20 anni abitare in Calabria possa trasformarsi a volte in un rincorrere un lavoro carente. Noi siamo convinti che bisognerebbe spostare l’attenzione su un altro aspetto. Non cercare lavoro ma crearlo. Oggi abbiamo la possibilità di avere diversi bandi con finanziamento anche a fondo perduto (basti pensare a Io resto al sud), con i quali è possibile aprirsi un’attività, un qualcosa di diverso innovativo. E perché non fare corsi sull’acquisire un mestiere? Basterebbe che la regione attivasse corsi di formazione legati ad acquisire un mestiere. I giovani di oggi hanno i titoli ma niente tra le mani. Questa formazione mirata potrebbe risolvere almeno in parte il problema della disoccupazione. Tipo fabbri, sarti, calzolai e lavori legati all’artigianato che si stanno perdendo, lavori legati ad un tempo passato ma che oggi è difficile trovarli.
Insomma pensiamo che bisognerebbe uscire dall’ottica del posto fisso e provare a reinventarsi in altro, perché restare a lottare per una terra migliore si può fare, o almeno ci si può provare da giovane.

I volontari
Valentina Calipari
Ilaria Scuglia
Maria Francesca Trazza
Chiara Costantino
Davide Scardamaglia

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